HOME PAGE DIREZIONE AZIENDALE  COLLEGIO SINDACALE O.I.V. DIPARTIMENTI

UNITA' OPERATIVE

MAPPA OSPEDALE  
Ti trovi in: Unità Operative >>  Area Direzione Sanitaria >> UOC Risk Management

                                                                                            

 

RECAPITI TELEFONICI
Tel. 0823 232650  

ÉQUIPE MEDICA

C.P.S.I : Raffaele Misefari
Maria Cappabianca
 

 

        

Presentazione

L’unità operativa Risk Management è un’articolazione complessa a dotazione organica multidisciplinare che, tra le prime in Italia, realizza un processo di gestione e controllo dei rischi sanitari lavorando per il miglioramento della qualità e sicurezza delle prestazioni con una visione etica e pratica prioritariamente rivolta al cuore dei problemi: la centralità dei pazienti e la essenzialità degli operatori.

Il primo impegno è stato dedicato a creare le basi strutturali per un routinario perseguimento dell’obiettivo mediante un Progetto di gestione del rischio clinico articolato sulle principali precondizioni e determinanti della sicurezza assistenziale.

Contenuti del progetto

Formalizzato con atto deliberativo, il Progetto ha richiesto la compiuta attuazione delle seguenti attività:

- presentazione del Clinical Risk Management agli operatori
-
individuazione di referenti di reparto
-
formazione dei referenti di reparto
-
attivazione di un sistema di segnalazione e analisi degli eventi critici
-
attivazione di un sistema di rilevazione delle prestazioni a maggior rischio
-
disamina del contenzioso
-
verifica dell’attuale gestione della cartella clinica
-
redazione della Procedura “gestione della cartella clinica”
-
redazione di un manuale per la gestione del ricovero
-
esecuzione di un’indagine esplorativa sugli errori in farmacoterapia
-
valutazione del rischio di caduta dei degenti

Mission

Tale unità operativa svolge il proprio compito cercando di superare i limiti di una funzione isolata e settoriale del Risk Management in cui la sicurezza aziendale è curata a compartimenti stagni da articolazioni che lavorano ognuna all’insaputa dell’altra. Per questo essa si mette a supporto delle altre articolazioni promuovendo le azioni culturali, organizzative ed amministrative finalizzate ad un affronto sistemico, integrato e coordinato della qualità assistenziale in modo che ciascun professionista consideri implicitamente la sicurezza una componente irrinunciabile della prestazione.

Metodologia

Per implementare l’inesauribile processo di prevenzione degli errori e abbattimento delle insicurezze nei servizi erogati dall’Azienda l’unità operativa Risk Management deve continuamente approfondire la conoscenza dei rischi presenti nella propria organizzazione. Ciò viene fatto coinvolgendo le parti interessate (anche il paziente quando è il caso), impiegando le tecniche e/o gli strumenti richiesti dalle analisi proattive. reattive o retrospettive di volta in volta necessarie e rimarcando sempre che il protagonista della sicurezza assistenziale è chiunque eroga la prestazione. Poi la definizione condivisa dei correttivi, il monitoraggio delle più gravi criticità ed il ritorno dei dati al personale dei reparti trasformano l’esperienza diretta in occasione di efficace apprendimento, diffusione e innovazione. Naturalmente la stessa unità operativa è interessata a entrare in contatto con tutte le istituzioni pubbliche/private che si occupano di sicurezza sanitaria, anche partecipando a programmi di ricerca in materia, cosi come a fornire la propria attività di consulenza a chi la richieda.

Il progetto e le prospettive di miglioramento dell’assistenza sanitaria nell’ Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta

La complessità della medicina moderna si evidenzia quotidianamente attraverso la molteplicità dei problemi assistenziali posti dai pazienti che sempre più spesso necessitano di risposte multidisciplinari e multiprofessionali.

D’altra parte anche il progresso tecnologico ha accresciuto le difficoltà di governare la pratica sanitaria a causa dell’ormai routinario impiego di sofisticate apparecchiature richiedenti una specifica preparazione professionale ed un contesto appositamente strutturato e organizzato. In queste condizioni l’elemento critico, ai fini della buona qualità del servizio, è il coordinamento e l’integrazione di tutte le determinanti assistenziali (operatori, strumenti, organizzazione) che devono essere chiamate ad agire nei modi e nei tempi giusti durante il percorso evolutivo di una patologia. Ciò spiega perché la qualità delle prestazioni erogate non sia semplicemente funzione delle risorse investite e neppure il mero risultato della bravura dei singoli operatori impegnati. Peraltro, alla diffusa difficoltà delle istituzioni sanitarie nel garantire una soddisfacente qualità del servizio i cittadini corrispondono con una crisi di fiducia nei loro confronti che ne mina la stessa ragion d’essere. Tale complesso di eventi, cui vanno aggiunti un costante incremento dei premi assicurativi per le polizze di responsabilità civile e un continuo diminuire del numero delle compagnie disposte ad assicurare le strutture sanitarie, ha portato anche l’A.O. Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta ad attivare un processo di gestione e controllo dei propri rischi finalizzato a superare il solo e semplice trasferimento di essi al mercato assicurativo.

E’ stato così redatto in questa Azienda un impegnativo progetto di gestione del rischio clinico, articolato nelle seguenti attività:

- Presentazione del Clinical Risk Management agli operatori;
- Individuazione dei referenti di reparto;
- Formazione dei referenti di reparto;
- Segnalazione e analisi degli eventi critici;
- Rilevazione delle prestazioni a maggior rischio;
- Disamina del contenzioso;
- Procedura operativa gestione della cartella clinica;
- Verifica dell’attuale gestione della cartella clinica;
- Indagine esplorativa sugli errori nella farmacoterapia;
- Valutazione del rischio di caduta nei degenti;
- Redazione di un manuale per la gestione del ricovero.
 

Della predetta articolazione vengono spiegate le ragioni, le modalità e gli obiettivi per ogni singola attività rimarcando come, nell’insieme, esse costituiscano la base fondamentale su cui, con il concorso di tutti i professionisti, l’amministrazione confida si costruisca da subito un processo di miglioramento continuo nella qualità delle cure che comprenda anche la prevenzione dell’errore e l’abbattimento dell’insicurezza assistenziale. Infatti non c’è Sicurezza senza Qualità come non vi può essere Qualità senza Sicurezza. Ma una gestione settoriale del rischio clinico porta a risultati lenti, faticosi e limitati perché manca dei presupposti culturali, amministrativi ed organizzativi che sono necessari per promuovere, in modo sistematico, comportamenti professionali virtuosi e identificare subito quelli non coerenti o compatibili. Il complesso strutturale delle relazioni che, nella contingenza, manca è offerto dalla Governance. In conclusione si ritiene che le prospettive di massimale miglioramento delle cure ospedaliere siano da riporre nella Clinical Governance come insieme dei modi con cui i molteplici portatori d’interesse pianificano e gestiscono la vita di un’organizzazione equilibrando le esigenze contrapposte e sviluppando le azioni cooperative che permettono, addirittura, di conseguire l’eccellenza clinico-assistenziale.
 

La focalizzazione del Risk Management Infermieristico

A cura del C.P.S.I.  Raffaele MISEFARI

Nel Sistema sanitario vi è stata negli ultimi anni una serie di interventi normativi diretti ad incidere in maniera profonda sul rapporto tra l’istituzione ed il paziente.
I grandi cambiamenti legislativi sono il frutto non solo di una accresciuta competenza e preparazione delle professioni sanitarie ma anche di un sostanziale cambiamento della domanda da parte dei cittadini.
In correlazione ai sempre maggiori diritti riconosciuti al paziente anche il quadro normativo che regola l’attività infermieristica ha subito un radicale mutamento, quanto meno sotto tre punti di vista:

- dell’autonomia professionale
- della responsabilità professionale
- della competenza.

Se il mansionario era un INDICATORE DI LIMITI, se la logica che lo ispirava era quella del POTER FARE, intesa come AUTORIZZAZIONE A FARE, ora il criterio ispiratore dell’attività professionale dell’infermiere è quello di DOVER FARE TUTTO CIO’ che è contemplato nelle norme di riferimento specifico aggiornandosi per raggiungere tale scopo.

Nell’epoca della laurea l’assistenza diventa:

- personalizzata
- scientifica
- multidisciplinare

e gli strumenti sono:

- processo Assistenziale
- evidenze Scientifiche
- percorsi Assistenziali.

In altre parole il NURSING deve oggi:

- ispirarsi ad una nuova cultura
- riconoscere maggiori responsabilità
- ripensare l'organizzazione.
 

Nel complesso dei fattori costitutivi di questo articolato cambiamento vi è sicuramente l’assunto che se è umano e comprensibile sbagliare, non è perdonabile continuare a sbagliare ovvero continuare a non far nulla per evitare di sbagliare.

Imparare dall'errore è:

- un’opportunità
- un dovere
- una risorsa
- uno spunto
- un momento di attenta autoanalisi e di riesame critico dell’organizzazione.
 

Per attuare ciò bisogna passare dalla cultura del silenzio con azioni di tipo reattivo (ambiente punitivo e colpevolizzante) alla cultura della sicurezza con azioni di tipo proattivo (ambiente facilitante la segnalazione e la disamina degli errori).     

 

PRINCIPALI RISCHI CONNESSI CON L’ATTIVITÀ DEL NURSING
 

Sicurezza Assicurare la prevenzione degli incidenti (cadute,traumi, decubiti, infezioni).
 
Procedure Cateterismo, sondini nasogastrici, enteroclismi.
 
Comunicazione

Tra nurses, tra nurse e medici, tra nurse ed assistenti, mancato ascolto del paziente, mancata segnalazione.
 

Errori nella tempistica - Ritardo nel trattamento farmacologico
- Ritardi organizzativi, gestionali, logistici.
 

Errore nell’uso di apparecchiature

 

- Malfunzionamentio dovuto all’utilizzatore
- Uso in condizioni non appropriate
- Manutenzione inadeguata
- Pulizia non corretta
- Utilizzo oltre i limiti di durata previsti
- Uso errato, difetti, cedimenti
- Uso delle attrezzature senza l’adatta formazione
- Tentativi di aggiustare, adattare o modificare le attrezzature.
 

Errore nell’uso dei farmaci

 

- Errori di preparazione
- Errori di trascrizione
- Errori di distribuzione
- Errori di somministrazione
- Errori di monitoraggio.

Documentazione


La mancata documentazione nella cartella infermieristica rappresenta il fattore principale di rischio di denuncia.

 

Nell’Azienda SANT’ANNA E SAN SEBASTIANO si è ritenuto di procedere a contestualizzare la metodologia del Nursing Risk Management con le seguenti iniziative:

- riunioni con i referenti di reparto
- coinvolgimento di altri operatori
- effettuazione di indagine sulla cultura del rischio
- rilevazione di prestazioni/procedure a maggior rischio
- adozione di scheda per la valutazione del rischio di caduta del paziente
- adozione di scheda per la segnalazione di eventi critici.
 

Una iniziativa ancora non formalizzata è quella della gestione del farmaco mentre sono programmate a breve:

- sicurezza assistenziale del paziente chirurgico
- adozione della scheda di terapia unica
- prevenzione delle lesioni da pressione
- prevenzione delle ICPA
- ulteriore aggiornamento /qualificazione sulla cultura del rischio
- audit
 

Il futuro delle organizzazioni è sempre più connesso alla capacità di produrre conoscenza, tecnica, socio-organizzativa, innovativa ed in questo il professionista è la leva fondamentale.  Il professionista deve perciò riservare uno spazio per quello che viene definito l’apprendimento organizzativo, cioè  affinché  consapevolmente sviluppi le proprie capacità, coltivi forme di pensiero autonome e creative, giochi la potenzialità di gruppo come espressione concreta di una identità collettiva e sia vettore di sviluppo, produttore di conoscenza ed innovazione.   In questo modo si creano i presupposti affinché i dipendenti diano un fattivo contributo anche alla buona immagine e al prestigio dell’Azienda nella considerazione sociale.

Affinché ciò si possa realizzare è opportuno:

- che il sistema di gestione del rischio non sia lontano dalla pratica clinica e abbia una forte integrazione professionale;
- adottare un sistema pro-attivo per ridurre i rischi in ambito sanitario perché se l’errore si e’ verificato deve essere analizzato per “IMPARARE DALL’ERRORE”

 

^Torna Su^

 

Copyright © A.O.R.N.  "Sant'Anna e San Sebastiano" di Caserta. Tutti i diritti riservati. Partita Iva 2201130610